«Un problema strutturale da risolvere» - intervista a Ignazio Cassis - Corriere del Ticino, 10.09.2010 PDF Drucken E-Mail
Sonntag, den 12. September 2010 um 22:16 Uhr

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L'INTERVISTA
IGNAZIO CASSIS, PLR
«Un problema strutturale da risolvere»


Revisione neces saria?
«Sì, perché c'è un problema struttura le da risolvere. Fos se stato congiuntu rale si poteva anco ra tamponare con misure d'urgenza, ma in questo ca so no. Il debito cumulato lo dimostra».
Problema strutturale che i referendisti fanno risalire alla revisione del 2003, di cui i disoccupati ovviamente non porta no responsabilità alcuna...
«Una legge si cambia quando c'è qualco sa che non va. Fare la caccia alle streghe e cercare un colpevole lo trovo poco costrut tivo e importante. Quello che è sicuro è che oggi c'è un problema strutturale importan te che deve essere risolto».
Cosa che tutti ammettono. Il problema sono dunque le misure. Era necessario colpire giovani e anziani, ossia le catego rie più fragili sul mercato del lavoro?
«La riforma ha una simmetria dei sacrifi ci: abbiamo deciso di portare via un po' più di soldi a quasi tutti, abbiamo deciso di dar ne un po' di meno a coloro che abbiamo ritenuto fossero più in grado di vivere an che con meno».
Giovani e anziani, appunto?
«Trent'anni fa i giovani appena usciti dal la formazione non ricevevano alcuna pre stazione. Se oggi gli togliamo qualche me se e gli allunghiamo il periodo di attesa, penso possano sopportarlo. In generale un giovane fino a 25 anni e senza alcu n'altra persona a carico può sopportare meglio una situazione di momentaneo disagio rispetto ad altre categorie di lavo ratori e anzi essere più incentivato a por vi rimedio».
Si è scelto il male minore, dunque. Anche per gli anziani?
«La riduzione è tuttavia legata solo al pe riodo di contribuzione necessario per ri cevere le prestazioni della disoccupazio ne, non alle prestazioni in sé. Pretendere che questo li penalizzi, mi sembra davve ro eccessivo».
Perché si è deciso di limitare il contribu to provvisorio di solidarietà a 315.000 franchi? Non era più logico spalmare i 650 milioni circa che si vogliono raggra nellare sulla base più ampia possibile?
«Confesso che né politicamente né con cettualmente mi avrebbe disturbato una possibilità del genere. Oltre i 126.000 in fatti non siamo più nell'ambito assicurati vo, ma in quello fiscale-redistributivo.».
Il giorno in cui questo contributo deca drà l'assicurazione tornerà a fare deficit?
«Assolutamente no: il 2,2% è calibrato su un numero di disoccupati superiore (130.000, non 100.000 come oggi), per cui quest'aliquota dovrebbe essere sufficien te a mantenere in pareggio i conti su un pe riodo congiunturale».

R.B