Previdenza 2020: più AVS per pochi, più imposte per tutti

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Previdenza 2020: più AVS per pochi, più imposte per tutti

Intervista di Vania Castelli al Consigliere nazionale Ignazio Cassis 

  

  1. Il parlamento ha approvato di stretta misura la riforma “previdenza vecchiaia 2020” dopo un lungo dibattito, molto teso. Un suo commento sul voto in parlamento? 

Potrei riassumere la decisione con uno slogan: “più AVS per pochi, più imposte per tutti!”. Volevamo riformare l’AVS e le casse pensioni per adeguarle all’evoluzione della demografia, della società e dei mercati finanziari. E invece ci troviamo con un espansione dell’AVS e con un caos programmato dal 2030. 

L’aumento dell’età di pensionamento delle donne da 64 a 65 anni permette un risparmio di 1,2 miliardi, mentre il regalo di 70 franchi ai neopensionati costa 1,4 miliardi. 

E’ un po’ come se una ditta vicino al fallimento decide, per salvarsi, di aumentare i salari dei dipendenti. Siccome nemmeno in politica esistono i miracoli, la fattura qualcuno deve pagarla. La pagano soprattutto pensionati e giovani. I pensionati non ricevono i 70 franchi, ma subiscono un rincaro dell’IVA dello 0,6%, dunque perdono potere d’acquisto. I giovani che lavorano pagano l’IVA e subiscono in più un prelievo salariale dello 0,3%, senza sapere se l’AVS dopo il 2030 sarà ancora solvente. 

Questa è politica dello struzzo. Copriamo di soldi un problema perché ci manca il coraggio di chiamarlo col suo nome: se viviamo sempre di più, inesorabilmente dovremo aumentare l’età di pensionamento. Lo hanno dovuto fare quasi tutti i paesi europei, in cui le voragini dei sistemi pensionistici hanno causato la crisi del debito pubblico. 

Questa politica farà male alla Svizzera. La nostra generazione si permette lussi che paga con la carta di credito dei giovani, in barba allo sviluppo sostenibile, tanto caro alla sinistra. 

  

  1. Come spiegare l’alleanza socialisti-verdi e PPD a sostegno di questa soluzione? 

Per il PS e i verdi aumentare le rendite AVS, anche se non per tutti, è una vittoria storica, che compatta le truppe. Dopo il secco NO (64%) all’iniziativa popolare “AVSplus” nel settembre 2016 è una rivincita. Per il PPD c’è la grande soddisfazione di aumentare dal 150 al 155% la rendita AVS per le coppie sposate. Dopo l’affossamento dell’iniziativa popolare ‘Per il matrimonio e la famiglia – No agli svantaggi per le coppie sposate’ del febbraio 2016, una rivincita.  La sinistra poi da sempre sogna un sistema statale ridistributivo unico: l’AVS. Le casse pensioni sono sostenute dai partner sociali, non dallo Stato. Ognuno risparmia per se, con l’aiuto del datore di lavoro. Un modello che non è mai piaciuto alla sinistra, perché non c’è ridistribuzione della ricchezza. 

  

  1. Come si muoverà adesso il PLR?

Le sezioni cantonali devono ora decidere se combattere questa riforma, che sarà sottoposta al voto di Popolo e Cantoni il prossimo 24 settembre. Presa una prima decisione, sarà poi l’assemblea dei delegati a decidere la posizione del PLR. Tutto deve avvenire prima dell’estate. 

  

  1. Il popolo avrà l’ultima parola.. e se dovesse essere bocciata alle urne cosa succeder?

Il parlamento non ha avuto il coraggio di premere sul tasto “reset” e ripartire da capo. Dunque spetta ora al popolo dire se questa soluzione è giusta o sbagliata. Per me non è un male, perché permetterà un largo dibattito sulle pensioni, sulla solidarietà generazionale e sul giusto rapporto tra chi dà e chi riceve. Ho sempre avuto fiducia nella democrazia diretta, anche se i temi come questo sono davvero complessi. Bisognerà accettare di confrontarsi con scomode verità, dovremo uscire dalle nostre zone di confort e pensare onestamente ai giovani e al mondo che gli lasciamo. Mi auguro soprattutto che i giovani capiscano l’importanza e che partecipino con passione al dibattito e vadano a votare: si tratta del loro futuro!

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