In breve

Foto chi sono

Era il 1961: il primo uomo nello spazio, la costruzione del muro di Berlino, la nascita di celebrità come Lady Diana, Barack Obama o George Clooney. E all’Ospedale malcantonese di Castelrotto la mia mamma Mariarosa, con un parto naturale diede alla luce me. Il terzo nato dopo le prime due sorelle, finalmente l’atteso maschio (allora il mondo girava così). Il papà Gino, preso dalla gioia, sembra aver strombazzato col clacson per le vie di Sessa. Poi arrivò l’ultima sorellina. Con tutte quelle donne in casa non stupisce che finii per essere il loro “Tatino”.

Il mio segno particolare è quello di avere solo nove dita: il mignolino destro è rimasto incastrato in una ringhiera di casa a Sessa nel 1972: l’avevo scavalcata maldestramente . Con il “batti cinque!” ho quindi un problema, ma per il resto quasi non ci si accorge.

Mi piacciono il movimento, la curiosità, le giornate soleggiate, i 33 giri, giocare con l’acqua, i gelati, suonare la chitarra, i Supertramp, Enzo Jannacci e lo spirito d’iniziativa.

Non mi piacciono le zanzare, le lagne, l’olio di ricino, il perbenismo, chi se la tira e l’assistenzialismo.

Credo molto nella responsabilità individuale, senza la quale non c’è libertà.

In politica sono entrato tardi e come outsider. Prima dei quarant’anni ero lontano da questo mondo. Sono maturato nel mondo della medicina, tra vita, morte, speranze e (pochi) miracoli. Oggi però sento che difficilmente potrei farne a meno e la mia attività politica rappresenta in gran parte chi sono.