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Il braccio di ferro continuerà?

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La riforma delle pensioni ha creato due schieramenti, nessuno dei quali sembra voler cedere. Il braccio di ferro continuerà?

  • La concessione dei 70 franchi supplementari sta tenendo banco. Qualcuno ha anche proposto, come compromesso, di concederli solo a chi ha una rendita relativamente bassa. Lei cosa ne pensa?

Il discorso è purtroppo scivolato sul piano squisitamente ideologico, è una prova di forza. Socialisti, verdi e PPD hanno scelto i 70 franchi per compensare il calo delle rendite di cassa pensione dovuto all’allungamento della nostra vita. Il Consiglio federale dapprima, i PLR-UDC-verdi liberali in seguito, non vogliono invece aumentare l’AVS, perché già oggi deficitaria e nel 2030 non più solvibile. Non occorre accelerare l’incendio in corso, soprattutto se superfluo, visto che è possibile compensare interamente nel secondo pilastro. L’obiettivo della riforma è consolidare l’AVS, non metterla in pericolo per la prossima generazione.

 

  • È stato tentato a più riprese di introdurre l’aumento automatico dell’età pensionabile a 67 anni nel caso in cui la copertura del Fondo AVS dovesse scendere sotto l’80% (verosimilmente non prima del 2030). Non si rischia, con l’eccessiva lungimiranza, che il popolo bocci l’intera riforma?

Questo elemento era una sorta di valvola di sicurezza: prevedeva che in caso di “pericolo di vita” dell’AVS ci fosse un aumento automatico delle entrate (+IVA) e una diminuzione delle uscite (età di pensionamento da 65 a 67 anni). Questa valvola sarebbe scattata al più presto nel 2033 e solo nel caso Consiglio federale e Parlamento non fossero stati in grado di intervenire per tempo. Le valvole di sicurezza esistono per evitare la catastrofe! Era un modo per evitare il fallimento dell’AVS sotto il peso demografico. Ad ogni modo ora il tema è stato escluso dalla riforma: possiamo dunque dimenticarlo.

 

  • Come prevede che finirà la discussione?

Purtroppo la coalizione PPD-sinistra, maggioritaria agli Stati, non è finora disposta ad alcun compromesso con la maggioranza PLR-UDC-VL del Nazionale. La prima ritiene il proprio modello (70 franchi) il miglior compromesso in assoluto e non vuole sentire altro. Ma un compromesso è tale solo se trova una maggioranza nelle due Camere!

A prima vista popolare, l’aumento di 70 franchi AVS è invero un regalo avvelenato. Chi è già in pensione non avrà diritto all’aumento, ma pagherà comunque più IVA (1%).  Chi nel 2018 avrà tra 45 e 65 anni ne uscirà vincente: cassa pensione piena e regalo di 70 franchi mensili!
Chi ha un’AVS molto bassa, rischia invece un cattivo affare: con i 70 franchi può perdere il diritto alle prestazioni complementari. Insomma, sinistra e PPD vorrebbero far lavorare un anno in più le donne (fino a 65 anni) per distribuire a tutti – ricchi o poveri – 70 franchi, tranne che ai pensionati.
Una misura ad innaffiatoio, che invece di consolidare l’AVS la incendia. Una cattiva soluzione, che difficilmente potrà essere accolta al Nazionale.

 

Ignazio Cassis

Consigliere nazionale

GdP 13.3.2017

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