Ignazio Cassis

Dopo quattro anni di governo a maggioranza leghista è tempo di bilanci. Domandiamoci dunque: stiamo meglio di quattro anni fa? O di 25 anni fa, quando la Lega dei ticinesi scese in campo “per il bene del Ticino”? A ben vedere, purtroppo, ben poco di quanto promesso è stato mantenuto. Il mercato del lavoro è in affanno e la rabbia verso i frontalieri ha sì compattato il Cantone, ma con rancore e lamenti non si costruisce il futuro. Il debito pubblico ha assunto dimensioni inquietanti, spendiamo allegramente più di quanto potremmo e i ministri, anziché agire compatti per ristrutturare questo Cantone e dargli un orizzonte comune, si limitano ad amministrare i rispettivi dipartimenti, più preoccupati dall’apparire che dal fare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: progetti legislativi lasciati a metà, prospettive future inconsistenti, incapacità di proporre riforme efficaci. In questo caos anche l’impegno affidabile di Laura Sadis, cui è stata appioppata la “pepa tencia” del Dipartimento finanze ed economia, non ha raccolto le maggioranze che meritava. Governare significa comprendere le ragioni di tutti e garantire equilibrio tra le diverse forze in campo, non ordalia quotidiana o appelli che puntualmente cadono nel vuoto. Significa lavorare con fatica per unire, non per dividere; significa operare spesso nell’ombra, lontani dalla fiera della vanità, troppo spesso al centro di questa stagione politica. Oggi serve il coraggio politico di ridare vita alle azioni concrete evidenziate nel programma del PLR, un programma che oltrepassa gli slogan. Rocco Cattaneo ha proposto negli scorsi giorni un nuovo “piano Marshall” per il Ticino: investire nei settori che diano competitività al nostro territorio e fiato alle piccole e medie imprese, vera spina dorsale della nostra economica locale che genera indotto e posti di lavoro, tagliare il superfluo nell’amministrazione statale e para-pubblica, anche se costa fatica e antipatie. Chi assumerà questo compito, tanto impegnativo quanto impopolare? Un Governo bis in continua lotta con un Parlamento bis? Occorrono oggi uomini e donne che fondano il loro agire sulla responsabilità e sul senso del dovere. Parole attualmente un po’ fuori moda, ma che sin dalla notte dei tempi hanno costruito il progresso della Svizzera. La pseudo-solidarietà di uno Stato eccessivamente redistributivo, che considera tutti i cittadini degni di protezione come se fossero eterni adolescenti, ha mostrato ovunque in Europa i suoi limiti. Parimenti lo sberleffo quotidiano che funge da colonna sonora all’operetta bislacca della Lega è ormai sfibrato dalle ciclopiche contraddizioni interne del movimento di via Monte Boglia. E’ tempo di riscossa, di valori sicuri, di persone integre. E’ tempo dei partiti seri, che da sempre hanno garantito stabilità, progresso e sicurezza. Il PLR si è rinnovato e propone oggi candidati validi e capaci, offre a tutti i cittadini che hanno a cuore il destino del Cantone un’alternativa sicura. I cinque giovani in lista per il Consiglio di Stato sono tutti in grado di assumersi il compito con impegno, competenza e serietà. Diamo loro fiducia mettendo una crocetta sulle schede PLR di Governo e Parlamento. Sono tranquillo: non ce ne pentiremo!